mercoledì 19 settembre 2012

Calorie nascoste




Per ogni caffè una bustina di zucchero? che sia di canna o raffinato le calorie sono le stesse e possono essere legate ad un dimagrimento troppo lento o assente.

quante calorie assumiamo con 4 caffè zuccherati al gio
rno?
Le bustine di zucchero contengono in media 5-7 gr di prodotto
4 caffè dolcificati con 7 gr di zucchero/z.di canna apportano circa 110 Kcal
4 caffè dolcificati con 5 gr di zucchero/z.di canna apportano circa 78 Kcal

Se prendessimo solo 2 bustine al giorno evitando i restanti caffè o dolcificandoli con prodotto "naturale" (ora abbiamo i dolcificanti a base di Stevia, naturali al 100% che ci permettono di evitare composti chimici e calorie) risparmieremmo dalle 15000 alle 20000 calorie all'anno.
Amanti del caffè attenzione alle calorie nascoste!

mercoledì 5 settembre 2012

Frutti tropicali : l' Açai

Dal Sud America un frutto tropicale dalle numerose proprietà, venduto ormai da anni in tutto il mondo è divenuto oggetto di diversi studi scientifici, ma quali sono di preciso le sue tanto decantate proprietà e quali tra queste sono realmente dimostrate dalla scienza?
L' Açai (pronuncia: "assai") veniva utilizzato dalle popolazioni indigene per alcune proprietà medicali e rappresenta la principale fonte alimentare delle popolazioni native del Brasile, della Colombia e della Repubblica Suriname (nella foto alcune donne di un villaggio di Suriname).
Il frutto viene prodotto da una palma tipica del territorio; 100 gr di Açai apportano :
45 Kcal
88,4 gr di acqua
0 gr di proteine
0 gr di grassi
10,98 gr di carboidrati di cui 10,57 sono zuccheri semplici

Ed ecco le proprietà legate al consumo quotidiano di Açai:

- riduzione del colesterolo totale e LDL;
- riduzione dello stress ossidativo per potenziamento difese antiossidanti;
- stimolazione sistema immunitario;
- attività antiinfiammatoria.

Gli iniziali studi sui ratti dimostrarono subito un effetto ipocolesterolemizzante, riguardante sia il livello totale di colesterolo sia il livello di LDL (low-density-lipoprotein), ad oggi studi sull'uomo stanno dimostrando i medesimi effetti.
L'ottimo contenuto di antocianine (la stessa classe di molecole contenute nei frutti di bosco di cui il frutto riprende la colorazione) e polifenoli (antiossidanti contenuti anche nell'olio d'oliva e nel vino rosso) garantisce un forte potere antiossidante capace potenzialmente di ridurre l'attività radicalica di enzimi come la Superossidodismutasi e la Catalasi; alcuni studi hanno dimostrato che la particolare associazione tra antocianine e polifenoli potenzi ancor più la proprietà antiossidante e antiinfiammatoria del frutto.

A cosa quindi fare attenzione?
C'è ancora molto da scoprire, soprattutto a livello molecolare; ci sono già stati studi che hanno indagato un possibile effetto cancerogeno conseguente all'utilizzo quotidiano dell'Açai, studi eseguiti sui ratti che si sono conclusi con l'assoluzione del frutto; per ciò che riguarda le molecole antiossidanti alcune ricerche sono discordanti sull'identificazione della molecola responsabile maggiormente del potere antiradicalico del frutto, alcuni sostengono sia la Cianidina-3-Glucoside, altri invece rispondono sostenendo che tale molecola rappresenti solo meno del 10% del contributo antiossidante totale del frutto.

Conclusione
Per ciò che riguarda il frutto e tutti i risultati scientifici finora accumulati, l'Açai potrebbe essere considerato un alimento funzionale quasi terapeutico, ma sonno troppo scarsi i dati a disposizione, soprattutto quelli relativi al consumo umano.
inoltre il commercio spasmodico del frutto come rimedio miracoloso al sovrappeso e all'obesità andrebbe attentamente indagato, per evitare situazioni che mettono a rischio la salute della popolazione; ecco ad esempio cosa è accaduto con un prodotto a base di Açai: la Food and Drug Amministration ha messo in guardia i cittadini dall'utilizzo di questo prodotto 
nella cui composizione chimica è stata ritrovata la Sibutramina, farmaco antiobesità dai dimostrati effetti ipertensivi, effetti collaterali potenzialmente letali per persone a rischio di infarto e ictus o che hanno già subito episodi cardiovascolari. Ecco la travagliata storia del farmaco, ripetutamente immesso e tolto dal mercato farmaceutico proprio a causa dei pesanti effetti collaterali http://it.wikipedia.org/wiki/Sibutramina
Attenzione quindi ai prodotti presenti sul mercato, spacciati per naturali ma che contengono in realtà sostanze  farmacologiche non dichiarate in etichetta.

Il dimagrimento resta sempre la vittoria di una battaglia ai nostri personali meccanismi mentali, una battaglia che si svolge nella nostra testa e che può essere vinta solo utilizzando 2 armi, consapevolezza e volontà, entrambe non si acquistano devono solo essere cercate e trovate dentro di noi.

Fonte scientifica: 

Exotic Fruits as Therapeutic Complements for Diabetes, Obesity
and Metabolic Syndrome
Samir Devalaraja, Shalini Jain, and Hariom Yadav1
Food Res Int. 2011 August 1; 44(7): 1856–1865. doi:10.1016/j.foodres.2011.04.008.

giovedì 30 agosto 2012

Tessuto adiposo, insulina e diabete


Diabete di tipo 2 e sovrappeso sono purtroppo sempre più legati, soprattutto nei paesi industrializzati: l’eccesso di tessuto adiposo infatti è uno dei maggiori responsabili dell’inefficacia dell’attività insulinica (resistenza insulinica), diventata ormai a tutti gli effetti un problema di salute pubblica di importanza mondiale.
L’insulina è l’ormone che permette l’utilizzo del glucosio sanguigno abbassandone i livelli dopo i pasti e mediando il suo passaggio all’interno delle cellule, ma veniamo al tessuto adiposo, siamo abituati a pensare all’adipe come ad un tessuto inerte responsabile solo dei nostri inestetismi ma non è così, le cellule adipose sono cellule attive che a loro volta rilasciano ormoni e molecole pro infiammatorie come le interleuchine 1 e 6 che vanno appunto ad interferire sulla normale attività ipoglicemizzante dell’insulina.
Una motivazione in più per tenere sotto controllo la quantità di tessuto adiposo, evitando soprattutto le adiposità tipiche maschili concentrate sull’addome che incrementano, più delle adiposità tipiche femminili (fianchi e glutei), il rischio di patologie cardiovascolari e diabete tipo 2.

La glicemia quindi deve essere sempre tenuta sotto controllo al fine di:
-         -  ridurre l’incremento di massa grassa;
-         - ridurre la secrezione continua di insulina;
-         - controllare i livelli di colesterolo;

Il tutto attraverso una nutrizione basata su:
-         - prodotti integrali;
-      - corretta quantità di fibre (5 porzioni di frutta e verdura giornaliere);
-  - controllo dell’introito calorico per il mantenimento del peso forma;

E ultima ma di uguale importanza, l’attività fisica costante.

mercoledì 29 agosto 2012

La dietista torna da te


Dopo una piccola pausa estiva torno da te caro lettore, per continuare a consigliarti e guidarti  verso uno stile nutrizionale più sano e consapevole. Ricordo che per domande che richiedono brevi risposte hai a disposizione la mini-chat alla tua sinistra, mentre per consulenze gratuite via mail o richiesta di appuntamenti, o ancora per l’acquisto di una dieta da ricevere via mail hai a disposizione l’indirizzo dietistapierantozzi@libero.it

Buona navigazione dalla tua Dietista Online!

mercoledì 25 luglio 2012

Alga Nori Alga Kombu

Le alghe sono entrate a far parte della nostra alimentazione, entrate di soppiatto nel tuo stomaco durante le occasionali cene a base di sushi quando, mentre osservi il cuore di un Sushimaki quasi non fai caso all'involucro scuro che lo avvolge. Quella che hai ingerito, quasi senza accorgertene è la famosa alga Nori, reperibile ormai anche nei supermercati in comodi fogli pronti all'uso, considerati solo "involucri" utili alla preparazione di ottimi Sushimaki ma che invece rappresentano un ingrediente speciale, ricco di proprietà nutritive.
Le vitamine, i sali minerali e non solo, anche gli acidi grassi omega 3 e omega 6 contenuti in questo tipo di alga contribuiscono a rendere il pasto un vero e proprio concentrato di nutrienti, considerando poi che si abbina nella maggior parte dei casi a salmone, tonno e altre fonti ittiche che ne contengono a loro volta.
100 gr di alga Nori contengono più vitamina C di quella contenuta in 100 gr di arance e un quantitativo di vitamina A paragonabile a quella contenuta in 100 gr di carote; l'ottimo contenuto di iodio le rende dei validi integratori capaci di allontanarti dal rischio di ipotiroidismo da carenza di tale elemento e l'apporto zinco, selenio, rame e manganese fortifica molti processi metabolici tra i quali le attività anti radicali liberi di natura enzimatica; inoltre un buon contenuto di glicina contribuisce ad un buon funzionamento del sistema immunitario (azione amplificata dalla presenza di vitamina C).

gli omega 3 contenuti nell'alga svolgono attività antiaggregante, antiinfiammatoria (viene infatti consigliata in caso di artrite) e di prevenzione degli eventi cardiocircolatori.

E l'alga Kombu?

Sebbene meno utilizzata, non ha nulla da invidiare alla Nori, contiene acido alginico con funzionalità disintossicante dell'intestino e anti stipsi (polissacaraide non digeribile che forma un gel nell'intestino capace di attrarre ed eliminare con sè molte tossine), laminarina dotata di un terzo dell'attività anticoagulante dell'eparina e ad attività ipocolesterolemizzante, mannitolo diuretico e reidratante ed infine lo iodio che offre un importante protezione dalla carenza a cui, in Italia, siamo esposti proprio a causa del terreno povero di iodio (i cinesi l'hanno utilizzata per decenni per la cura del gozzo endemico). E poi tanti minerali come calcio, ferro e il magnesio regolatore della pressione sanguigna.

In estremo oriente queste alghe sono consumate regolarmente, spesso i bambini le sgranocchiano semplicemente sottoforma di frittelle, mentre gli adulti le inseriscono in zuppe, brodi oppure servita come piccolo accompagnamento al pasto per rinforzare l'intestino.
Beh direi ... un sushimaki al giorno toglie il medico di torno!

venerdì 20 luglio 2012

La ricetta del dimagrimento


Se ad estate inoltrata corri ancora in cerca del peso forma, o ancora non sai che fare dei tuoi chili di troppo, qualsiasi scelta tu abbia fatto non importa, il cibo continua inesorabilmente a far parte del quotidiano e il compagno che non devi mai trascurare è il tuo metabolismo.
Tutti sappiamo che avere un metabolismo veloce è un dono prezioso, pochi però sanno che si può benissimo evitarne il rallentamento e potenziarne la velocità, spesso rassegnati dalla convinzione che la lentezza del proprio metabolismo sia una condizione innata da dover per forza accettare, quasi una maledizione divina da trascinarsi dietro per tutta la vita.
Prima di tuffarci tra i segreti della velocizzazione metabolica, vorrei chiarire il concetto di “metabolismo basale” terminologia utilizzata per indicare la quantità calorica minima necessaria a mantenere in vita un soggetto in posizione supina, a riposo assoluto, in condizioni ambientali neutre (temperatura, pressione); se a questa quota calorica minima si aggiunge il costo calorico dei nostri movimenti quotidiani, dello sport e della digestione degli alimenti si ottiene il nostro consumo calorico totale ossia il “fabbisogno calorico giornaliero”.
Sono tante, spesso troppe le diete su riviste e web, nemiche del metabolismo: seguire, anche solo per giorni, uno stile alimentare dietetico che non provveda quotidianamente a soddisfare il metabolismo basale provoca, l’innesco di un vero e proprio processo di adattamento che si traduce nella riduzione del consumo calorico di base; la prima regola è quindi quella di tenere alla lontana questi schemi dietetici assolutamente inappropriati e non personalizzati. 
Entriamo quindi ancora più a fondo nell’argomento, scoprendo insieme le metodiche pratiche che possono regalarci un metabolismo favorevole alla perdita di peso:



martedì 10 luglio 2012

Tra scienza e diligenza: carne rossa, come comportarsi?


L'American Journal of Clinical Nutrition pubblica uno studio scientifico eseguito su soggetti con ipercolesterolemia, che dimostra come la carne rossa (demonizzata ormai da molti) possa far parte di un regime alimentare per la riduzione del colesterolo, a patto che non si superi la soglia massima di acidi grassi saturi pari al 7% delle calorie giornaliere.
Il senso dello studio è quello di rompere le basi della demonizzazione di alcuni alimenti, in questo caso la carne rossa, la cui quantità controllata giornaliera non sembrerebbe ostacolare la riduzione del colesterolo, a patto che appunto si rispetti il limite previsto per l'assunzione di grassi animali.
Nello studio, la dieta che ha prodotto più risultati dal punto di vista della riduzione della colesterolemia e dell'Ldl prevedeva L'assunzione giornaliera di 113 gr di carne rossa (comprende sia quella magra che grassa).
Da non dimenticare che il primo nemico del colesterolo resta il superamento del proprio fabbisogno calorico giornaliero, ossia assumere quotidianamente più calorie di quelle che servono in realtà e per controllare tale fattore tutti noi dovremmo essere a conoscenza delle nostre personali porzioni alimentari!
da dietista continuerò a consigliare di limitare il consumo di carne rossa ad una sola volta a settimana, semplicemente perchè tradurre nella pratica e soprattutto nelle nostre cucine o peggio ancora, in ristoranti e mense, i regimi dietetici "al grammo" di questo studio è pura utopia.


La morale

 Demonizzare gli alimenti solo quando necessità patologiche lo rendono necessario, per il resto i compagni che ci guidano verso un'alimentazione salutare rimangono "l'equilibrio" e la "varietà".

sabato 7 luglio 2012

Celiachia: i sintomi trascurati

Considerata solamente trent'anni fa una malattia rara, oggi rappresenta una delle condizioni patologiche autoimmunitarie più frequenti, si stima infatti che in Italia ci siano circa 200.000 celiaci e che abbiamo un nuovo soggetto celiaco ogni 100 abitanti; ma cosa avviene nell'organismo dei celiaci, quali sono i sintomi spesso trascurati e come si arriva alla diagnosi?

La celiachia è la reazione del nostro sistema immunitario ad una proteina contenuta nell'amido, la Gliadina. La celiachia può manifestarsi con sintomi differenti, più chiari ed evidenti in alcuni individui, meno chiari e quasi subdoli in altri individui.

Prendiamo 3 soggetti (soggetto A, soggetto B, soggetto C) su ognuno dei quali costruisco una storia rappresentativa dei 3 differenti quadri sintomatologici della celiachia.

Il soggetto A : da qualche mese accusa episodi ricorrenti di diarrea e perdita di peso, addome globoso, anemia che non risponde al trattamento con ferro per via orale, così il medico di famiglia prescrive gli esami del sangue per rilevare eventuali alterazioni dei livelli degli anticorpi contro la proteina (AGA- anticorpi anti gliadina e anti-tTG anticorpi anti Transglutaminasi tissutale), il soggetto risulta positivo al test e procede alla conferma diagnostica attraverso la biopsia intestinale (lo scopo è dimostrare l'appiattimento dei villi intestinali). L'appiattimento dei villi intestinali è conseguenza dell'attività del sistema immunitario e provoca il malassorbimento classico del celiaco responsabile dell'anemia, della diarrea e di tutta la sintomatologia celiaca.




Nella figura in basso a sinistra i villi intestinali di un soggetto sano, nella figura di destra i villi appiattiti di un soggetto celiaco.

Il soggetto B non ha apparentemente motivo di preoccuparsi, l'attività intestinale è regolare (solo nel 35 % dei casi è presente diarrea), il suo problema è solo il meteorismo insieme a strani dolori addominali ricorrenti, sintomi come la stanchezza cronica e i dolori muscolari/ articolari li attribuisce allo stress, stesso discorso per le afte che ogni tanto compaiono nel cavo orale. Chi penserebbe alla celiachia? Forse un medico di famiglia dall'occhio attento, che attraverso degli esami del sangue (presenza nel 40 % dei casi di ipertransaminasemia) invia il soggetto ai dovuti accertamenti clinici; il soggetto si ritrova spesso con dei villi meno sviluppati rispetto a quelli dei soggetti sani me nemmeno appiattiti come quelli dei soggetti celiaci (a seconda dell'entità del danno intestinale si procederà con l'eliminazione parziale o totale del glutine dalla dieta).

Il soggetto C invece  non ha nessun sintomo (Celiachia latente), i villi intestinali sono ancora normali ma nel siero sono già presenti gli anticorpi classici della celiachia, la malattia non si è ancora manifestata.





I soggetti B e C sono purtroppo molti di più rispetto ai soggetti A (prevalentemente bambini), si prende come riferimento la figura di un iceberg, la cui punta rappresenta i casi diagnosticati, mentre il fondo sommerso è rappresentativo dei soggetti B e C, che ancora non associano i loro sintomi alla celiachia o che non hanno ancora manifestato nessun sintomo.



martedì 19 giugno 2012

Una ricetta super-salutare pensata per i "pastalovers" !


Per gli amanti della pasta, per tutti quelli che non si stancherebbero mai di mangiarla, anche a cena, ecco un mix leggermente proteico compatibile con un menu' dietetico serale.

Dal punto di vista calorico è l'ideale per le donne, apporta infatti 520 Kcal, circa il 30% delle calorie giornaliere (sconsigliata però se ci si corica meno di 2 ore dopo il pasto).



Dosi per una persona :
(la pesata va effettuata a crudo)

- 60 gr pasta 
- 40 gr di salmone
- 70 gr di cavolo verde surgelato
- 100 gr di ceci 
- 2 cucchiaini da caffè di olio evo
- scalogno (oppure aglio e cipolla)

Proprietà:

Questa ricetta apporta vitamina C (cavolo verde), omega 3 (salmone), polifenoli, vitamina E (olio evo), carotenoidi (cavolo verde), fibre (cavolo verde e ceci), ed è ipocolesterolemizzante (scalogno, aglio, cipolla, ceci), antiinfiammatoria e antitumorale (utilizzo di aglio, cipolla, scalogno).
Insomma tanta tanta salute insieme al gusto della pasta e degli ingredienti elencati.



Procedimento:
mentre l'acqua bolle, preparate lo scalogno in una padella con i 2 cucchiaini di olio evo, fate soffriggere per un pò, poi aggiungere il cavolo verde surgelato e aggiungete un pò d'acqua (come si farebbe per la mantecatura di un risotto), evitando la bollitura il cavolo mantiene più facilmente il suo contenuto vitaminico e antiossidante.
Quando il cavolo è quasi completamente cotto, aggiungere i ceci e il salmone aggiungendo anche un goccio di vino bianco e un pizzico di sale, lasciar cuocere per una decina di minuti aggiungendo acqua all'occorrenza (l'ultimo bicchiere da aggiungere dovrebbe essere riempito di acqua di cottura, per amalgamare meglio gli ingredienti alla pasta).
Quando la pasta è cotta saltare tutto in padella, con un pizzico di pepe. Buon appetito!

Grazie a piccantisaporispeziati.blogspot.it che mi ha confermato la fattibilità del mix di questi sani ingredienti e fornito una foto dimostrativa :)