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giovedì 25 ottobre 2012

Dieta BilanciaTa

La bilancia risveglia sempre in noi sentimenti negativi come ansia e frustrazione, è la co-responsabile di molti fallimenti perchè quando l'ago non scende pensi sempre di aver fallito o di aver sbagliato qualcosa: sarà colpa dell'assaggio di gelato a cui non ho resistito l'altro giorno? o della cena di lavoro della scorsa settimana?

Ma è proprio vero che, quando l'ago non scende non ci sia dimagrimento?
La risposta è NO
Il peso che le bilance rilevano, comprende non solo la massa grassa ma anche tutti gli altri compartimenti corporei, bisogna quindi tenere conto che ogni incremento di peso o assenza di dimagrimento potrebbe essere dovuto a 3 principali fattori:

E' sempre consigliabile infatti non gettare la spugna alla prima pesata infruttuosa, soprattutto se hai abbinato ad un regime dietetico ipocalorico l'inizio di un attività fisica (incremento di massa magra), ma attendi almeno 2 settimane, in modo tale che qualsiasi sia la reale causa la tua bilancia possa rilevare anche la perdita di chilogrammi di massa grassa.
La bilancia potrebbe non individuare un incremento di un chilo di massa magra insieme alla perdita di un chilo di massa grassa, lei ragiona solo in termini quantitativi e 1-1 per lei è sempre 0 (l'ago rimane li nonostante la perdita di un chilo di massa grassa).

Se hai scelto un dietista al quale affidare il tuo percorso di dimagrimento, dotato in particolare di bioimpedenziometro (analisi della composizione corporea) allora sei fortunato/a, perchè ad ogni controllo potrai andare oltre le lacune della bilancia di casa e stimare con precisione quanta massa grassa hai perso e individuare le eventuali cause (ritenzione, incremento massa magra) che impediscono all'ago della tua bilancia di posarsi sul numero che più ti piace.

venerdì 20 luglio 2012

La ricetta del dimagrimento


Se ad estate inoltrata corri ancora in cerca del peso forma, o ancora non sai che fare dei tuoi chili di troppo, qualsiasi scelta tu abbia fatto non importa, il cibo continua inesorabilmente a far parte del quotidiano e il compagno che non devi mai trascurare è il tuo metabolismo.
Tutti sappiamo che avere un metabolismo veloce è un dono prezioso, pochi però sanno che si può benissimo evitarne il rallentamento e potenziarne la velocità, spesso rassegnati dalla convinzione che la lentezza del proprio metabolismo sia una condizione innata da dover per forza accettare, quasi una maledizione divina da trascinarsi dietro per tutta la vita.
Prima di tuffarci tra i segreti della velocizzazione metabolica, vorrei chiarire il concetto di “metabolismo basale” terminologia utilizzata per indicare la quantità calorica minima necessaria a mantenere in vita un soggetto in posizione supina, a riposo assoluto, in condizioni ambientali neutre (temperatura, pressione); se a questa quota calorica minima si aggiunge il costo calorico dei nostri movimenti quotidiani, dello sport e della digestione degli alimenti si ottiene il nostro consumo calorico totale ossia il “fabbisogno calorico giornaliero”.
Sono tante, spesso troppe le diete su riviste e web, nemiche del metabolismo: seguire, anche solo per giorni, uno stile alimentare dietetico che non provveda quotidianamente a soddisfare il metabolismo basale provoca, l’innesco di un vero e proprio processo di adattamento che si traduce nella riduzione del consumo calorico di base; la prima regola è quindi quella di tenere alla lontana questi schemi dietetici assolutamente inappropriati e non personalizzati. 
Entriamo quindi ancora più a fondo nell’argomento, scoprendo insieme le metodiche pratiche che possono regalarci un metabolismo favorevole alla perdita di peso:



lunedì 14 maggio 2012

Prevenzione: dieta per trigliceridi alti

Gli europei sono i primi consumatori di grassi, la percentuale di questi nutrienti sulle tavole europee arriva a sfiorare il 40-45% delle calorie giornaliere; negli Stati Uniti questa percentuale non è di molto inferiore (30-40%) mentre si riduce di molto se ci volge lo sguardo all'Asia e all'Africa (5-25%).
Le raccomandazioni scientifiche si posizionano su un valore di non oltre il 30%, percentuale ricavata dall'osservazione delle abitudini alimentari delle popolazioni globali e i rischi cardiovascolari corrispondenti ad ognuna di esse.

Ma le raccomandazioni dietetiche non tengono solo conto della quantità ma anche della qualità dei grassi nel piatto dei cittadini: si consigliano acidi grassi polinsaturi vegetali più dei saturi, alimenti con ridotto contenuto di colesterolo, alimenti che mantengono costante la glicemia per evitare che processi metabolici correlati trasformino il glucosio in colesterolo e trigliceridi.

I trigliceridi che assumiamo con gli alimenti, dove vanno a finire?

Gli acidi grassi (componenti dei trigliceridi) introdotti con l'alimentazione vengono assorbiti nell'intestino tenue e trasportati dagli acidi biliari nelle cellule intestinali e da qui attraverso molecole chiamate Chilomicroni vengono trasportati in circolo, poi una volta nei capillari un enzima provvede alla loro scissione in acidi grassi liberi ed utilizzati per:

- fungere da riserva energetica (la maggior parte) entrando a far parte del tessuto adiposo;
- sostenere il consumo calorico del tessuto muscolare;
- entrare di nuovo in circolo legati all'albumina.

Perchè allora i livelli di trigliceridi si innalzano nel sangue?

Si deve sempre ricordare che i trigliceridi possono essere sintetizzati dal fegato a partire da molecole di glucosio (quando in eccesso), per questo è di vitale importanza controllare l'assunzione di carboidrati e zuccheri semplici giornaliera.





Come si fa ad attivare i meccanismi che portano alla riduzione dei trigliceridi nel sangue?

- aumentare l'assunzione di oli (specie olio di semi di lino) e pesce ricco di omega 3 (gli omega 3 costituiscono il 25% di tutti gli acidi grassi degli oli ricavati da questi pesci)
L'azione principale degli omega 3 è infatti quella di ridurre i trigliceridi ematici perchè impediscono che questi vengano legati alle VLDL (Very low density lipoprotein) nel momento in cui i trigliceridi sono nel fegato (uno step prima di passare in circolo)
I pregi di questi grassi poi non si limitano solo alla prevenzione degli eventi cardiovascolari ma si dimostrano importanti nel garantire fluidità di membrana nelle cellule cerebrali e della retina.


A tutto pesce allora!

mercoledì 28 marzo 2012

La dieta che cambia le preferenze alimentari?

Dal recentissimo studio di Obesity 2011...

...i programmi nutrizionali sono veramente in grado di influire sugli episodi di "Craving" (volontà estrema di un particolare cibo alla quale non si riesce a resistere), sull'appetito e sulle preferenze alimentari? E' proprio  questa la domanda alla quale hanno cercato di dare una risposta gli autori dello studio.

Prima però una premessa sul Craving, questo fenomeno è molto frequente, si manifesta dal 58% al 97% degli adulti del Nord America e Nuova Zelanda, fino ad arrivare a 2-4 episodi settimanali; gli episodi di "craving" possono peggiorare la situazione di donne con diagnosi di bulimia nervosa e influiscono comunque sull'Indice di Massa Corporea dei Diabetici di tipo 2 e, quando riguardano specificatamente alimenti molto grassi, sul favoreggiamento dell'obesità.

Non solo, ovviamente sono anche connessi all'abbandono di programmi nutrizionali ipocalorici, sebbene in alcuni studi la scienza dichiari che siano proprio questi ad aumentare l'incidenza del Craving.

Secondo lo studio gli schemi nutrizionali ad alto apporto proteico e a ridotto apporto di carboidrati risulterebbero avere un effetto "saziante" sull'individuo a dieta e promettono oltretutto più probabilità di perdere peso rispetto a tutti quegli schemi a ridotto apporto di grassi.
Gli autori vogliono proprio dimostrare questa ipotesi, ancora non confermata dal mondo scientifico.

270 partecipanti obesi seguiti per 2 anni e mezzo; 134 vengono sottoposti  ad uno schema nutrizionale a ridotto apporto di carboidrati e 136 ad un altro a ridotto apporto di grassi.

I risultati?

- Per la maggior parte dei soggetti che avevano ridotto i carboidrati gli studiosi hanno notato una riduzione del "craving" per i prodotti del fast food e dolciumi, in misura maggiore negli uomini rispetto alle donne.
- la diminuzione della sensazione di fame è avvenuta per entrambi i gruppi al dodicesimo mese, in misura maggiore per gli uomini;
- La perdita di peso è stata del 7.8%, 11.3%, 10.6%, 9.0% e 7.2% in corrispondenza del mese num. 3, 6, 12, 18, 24  senza differenze significative nei due gruppi.

Si conclude che se confermato da altri studi scientifici, lo schema dietetico a ridotto apporto di carboidrati sarebbe più semplice da seguire proprio perchè favorirebbe l'aderenza al programma riducendo le voglie di cibi ad alto apporto calorico, entrambi i percorsi hanno comunque ugualmente avuto successo nel ridurre il peso corporeo.

Sarebbe stato interessante studiare anche i cambiamenti a livello di composizione corporea per capire se uno dei due gruppi avrebbe perso più massa grassa rispetto all'altro, per il momento non abbiamo risposte. Comunque, anche se non ha valenza scientifica, dall'esperienza in studio ho potuto notare un' efficienza particolare dello schema a ridotto apporto di carboidrati nella perdita selettiva della massa grassa confermando anche l'aderenza al programma. Aspettiamo quindi nuovi risvolti chiarificatori :).

giovedì 15 marzo 2012

Perdere peso: Cocktails brucia grassi


Sinefrina e Efedrina figlie della stessa madre

La Food and drug amministration (FDA) non ha espresso pareri positivi riguardo queste sostanze, vietando l'utilizzo dell'Efedrina già nel 2004, nelle preparazioni di prodotti finalizzati alla perdita di peso. 
Non potendo più utilizzare l'efedrina le industrie produttrici cominciano ad utillizzare un'altra sostanza: la Sinefrina.
Sono sostanze spesso inserite in prodotti "bruciagrassi" ma come agiscono nello specifico?
Efedrina e sinefrina hanno una struttura chimica molto simile, e anche il meccanismo d'azione è simile (stimolazione del sistema nervoso simpatico per aumentare il consumo calorico), con la differenza che la Sinefrina agisce solo sui recettori beta 3-adrenergici del tessuto adiposo bruno (questo tessuto rappresenta solo il 10 % circa di tutto il nostro adipe, negli animali invece è più presente ed ha funzione di brucia grassi al fine di produrre calore, viene infatti stimolato in inverno ad esempio quando la temperatura in casa è intorno ai 19°), la sinefrina dunque sarà veramente efficace? Studi su ratti hanno dimostrato efficacia in termini di riduzione di peso e calo dell'appetito, sull'uomo invece no; inoltre i recettori correlati all'effetto brucia grassi sarebbero i beta 2 e non i beta 3.
Il Ministero della Salute canadese comunque ha già segnalato 16 gravi casi di effetti avversi cardiovascolari in soggetti che avevano assunto prodotti a base di sinefrina, associata spesso a caffeina e/o efedrina (CADRN 2004;14:3-4). Due pubblicazioni hanno segnalato anche reazioni avverse gravi (infarto del miocardio, accidenti ischemici cerebrovascolari) legate al consumo di integratori alimentari contenenti sinefrina (Ann Pharmacother 2004;38:812-6; Mayo Clin Proc 2005;80:541-5).
Gli effetti collaterali più gravi si verificano soprattutto a livello cardiovascolare e vengono potenziati dall'associazione di queste sostanze in singoli prodotti. Soggetti quindi inconsapevoli di questi effetti collaterali potrebbero incorrere in problematiche cliniche gravi qualora siano già affetti da ipertensione, patologie ormonali (alterazioni livelli cortisolo), patologie cardiovascolari preesistenti!

Morale: non affidatevi mai a cocktail che promettono cali di peso repentini, perchè nascondono quasi sempre sorprese. Le situazioni di sovrappeso possono essere corrette da schemi nutrizionali a ridotto apporto di carboidrati, in maniera molto più semplice e soprattutto molto più salutare!



Ricordo anche che il ministero della salute sconsiglia apporti giornalieri di sinefrina superiori ai 30 mg al giorno, mentre alcuni farmaci continuano a preparare miscugli con quantità maggiori.
Anche nei prodotti Herbalife, qualche anno fa, fu trovata l'Efedrina...chissà oggi quale sostanza avranno inserito nei loro prodotti.


mercoledì 14 marzo 2012

Caffè anticancro?

Ricerche italiane e altri 10 studi prospettici, sembrano confermare che un consumo moderato di caffè possa proteggere dal cancro epatico, riducendo il rischio del 30%; il caffè ristretto arriverebbe ad avere un effetto protettivo superiore, riducendo il rischio del 55%.
Gli studi sono stati effettuati nel Sud Europa e in Giappone, dove il consumo di caffè sarebbe meno diffuso.
Ma quali molecole nel caffè produrrebbero tale effetto protettivo?
Sicuramente i Polifenoli, molecole che svolgono un ruolo importante nel contrastare lo stress ossidativo, e alcuni costituenti che ostacolerebbero la crescita e la moltiplicazione delle cellule tumorali.

Come sempre la scienza ci va cauta e sono necessari altri studi che confermino la tesi già dimostrata da questi studi, per ora ci si limita ancora alla vecchia, sempre valida regola del "tutto un pò", anche per il caffè!

Fonti: www.eufic.org

martedì 13 marzo 2012

Sicurezza alimentare e bambini

Le Top Five dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per divulgare le regole-base dell' alimentazione sicura:

1. Igiene 
2. Separare gli alimenti crudi da quelli cotti
3. Cuocere bene il cibo;
4. Conservare gli alimenti alla giusta temperatura;
5. Utilizzate solo acqua e materie prime sicure.



Il vademecum completo è disponibile qui http://www.who.int/foodsafety/consumer/5keys_italian.pdf

Ed ora una piccola info dall' FDA...

NEWS "Arsenico e succo di mela"

Secondo la Food And Drug Amministration, che insieme all'EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) si occupa della vigilanza sulla sicurezza degli alimenti il succo di mela, sulla quale sarebbe nato recentemente l'allarme "Arsenico", sarebbe invece sicuro da bere anche per i bambini. 
La FDA divulga tale notizia rassicurando la popolazione, precisando che ogni anno si effettuano numerosissimi test su prodotti come i succhi di frutta, soprattutto se destinati ai bambini.

Per tutti i succhi di frutta, soprattutto se destinati ai bambini, si consiglia di leggere le etichette dei prodotti, e controllare che il prodotto sia pastorizzato, e quindi sicuramente innocuo dal punto di vista batteriologico.

lunedì 12 marzo 2012

Radicali liberi e stress ossidativo


Premessa
Ogni giorno si combatte lo stress della vita quotidiana, ma esiste uno stress invisibile che può risultare molto più dannoso del primo, lo stress ossidativo.
I radicali liberi sono molecole che nascono dalle reazioni metaboliche del nostro organismo, che non provocano effetti dannosi a meno che i nostri sistemi di difesa cellulari non siano indeboliti da diversi fattori ambientali:

v  Fumo;
v  Diete sbilanciate;
v  Alcool;
v  Esercizio fisico intenso;
v  Raggi solari;
v  Inquinamento.

Lo stile di vita alimentare può causare l’aumento dello stress ossidativo attraverso due modalità d’azione:
1.    l’indebolimento dei meccanismi di difesa cellulari dai radicali liberi (carenze Vitaminiche e minerali di vit. C, vit. E, carotenoidi, acido folico, vit.B12, Selenio … );
2.    l’apporto esogeno di sostanze che aumentano la produzione di radicali liberi, ad es. l’assunzione di alimenti come carni rosse alla griglia, eccessivo apporto calorico, eccesso grassi animali.

Tutto questo abbinato ad un profilo genetico sfavorevole rappresenterebbe la base fertile per molti tumori e malattie cardiovascolari, come l’obesità infatti anche le più importanti patologie del secolo dipendono da una componente genetica e una componente ambientale (stile di vita, inquinamento, altre condizioni esterne es. radiazioni ), dato che ad oggi non si effettuano esami di routine sui nostri profili genetici la cura dello stile di vita rappresenta un fattore di prevenzione importantissimo.

Le regole da seguire per ridurre al massimo lo stress ossidativo:

-       Assumere quotidianamente alimenti finalizzati al soddisfacimento del fabbisogno giornaliero di unità ORAC (capacità di assorbimento del radicale ossigeno dell’alimento assunto) stimato intorno alle 5000 unità.
-       Soddisfare i fabbisogni giornalieri di tutte le molecole protettrici antiossidanti.

La scala ORAC nasce da un’iniziativa del dipartimento dell’agricoltura americano, e si è rivelata di grandissima utilità per la possibilità di quantificare l’assunzione di antiossidanti attraverso gli alimenti.

IMPORTANTE: bisogna considerare che il potere antiossidante dei cibi è tanto maggiore quanto più maggiore la freschezza dell’alimento, nel caso specifico dei vegetali, in particolare delle verdure a foglia larga come spinaci, cime di rapa, cavolo verde, si consiglia la scelta di prodotti surgelati e la cottura degli stessi al vapore, o al massimo in padella con aggiunta di acqua (tipo mantecatura).
Cinque porzioni al giorno di frutta e verdura apportano grossomodo 5000 unità ORAC, un quantitativo più che sufficiente per proteggersi dai radicali liberi.

Gli alimenti più ricchi di antiossidanti secondo la scala ORAC sono:
Succo di uva nera 1 bicchiere = 5216 unità
Mirtilli 1 tazza = 3480 unità
Cavolo verde cotto 1 tazza = 2048 unità
Spinaci cotti 1 tazza = 2042 unità
Barbabietola cotta 1 tazza = 1782 unità
More 1 tazza = 1466 unità
Prugne nere 3  = 1454 unità
Cavoli di Bruxelles cotti 1 tazza = 1384 unità
Succo di pompelmo 1 bicchiere = 1274 unità
Pompelmo rosa 1 = 1188 unità
Fragole una tazza  = 1170 unità
Succo di arancia 1 bicchiere = 1142 unità
Arancia 1 = 983 unità
Susina 1 = 626 unità
Patata arrosto 1 = 575 unità
Avocado 1 = 571 unità
Uva nera un grappolino = 569 unità
Peperone 1 = 529 unità
Kiwi 1 = 458 unità
Patata americana 1 =  433 unità
Fagiolini cotti una tazza = 404 unità
Cavolfiore cotto una tazza = 400 unità
Uvetta nera 1 cucchiaio = 396 unità
Cipolla 1 = 360 unità
Uva bianca 1 grappolo = 357 unità
Melanzana 1 = 326 unità
Mela 1 = 301 unità
Pesca 1 =  248 unità
Banana 1 = 223 unità
Pera 1 =  222 unità
Melone tre fette = 197 unità
Spinaci crudi 1 piatto = 182 unità
Albicocche 3 = 172 unità
Pomodori 1 = 116unità

I dati che scaturiscono da uno dei tanti studi scientifici del professor De Lorenzo, dell’Università Tor Vergata di Roma, scopritore della Normal Weight Obese Syndrome (sindrome delle obese normopeso), importante figura del panorama scientifico-nutrizionale odierno, dimostrano che i prodotti biologici aumentano la loro specifica potenza antiossidante attraverso un aumento delle unità ORAC rispetto ai rispettivi prodotti convenzionali:

es. Aglio biologico 3800 unità ORAC /100 gr - Aglio convenzionale 2500 unità ORAC/100 gr

Integratori di antiossidanti: potrebbero risultare necessari nei casi in cui non sia possibile correggere lo stile di vita, hanno però un’efficacia ridotta rispetto agli stessi alimenti, si pensa che questo sia dovuto ad interazioni benefiche tra diverse sostanze presenti nell’alimento stesso, interazioni ancora sconosciute al mondo scientifico.

Quel che sembra ormai certo è che:
il 25%  dei casi di cancro al colon-retto, il 15% di cancro alla mammella ed il 10% di cancro alla prostata, pancreas ed endometrio, potrebbe essere evitato aderendo alle indicazioni della dieta mediterranea [ Trichopoulou et al, 2000].

domenica 11 marzo 2012

Eutirox e alimentazione

Gli alimenti possono influenzare l'efficacia di un farmaco?
In numerosi casi si, nel caso della terapia ormonale sostitutiva per la cura dell'ipotiroidismo quali alimenti andrebbero evitati? L' Eutirox risulta pienamente efficace se si evita di:

- assumere quantità eccessive di fibre (> 40 gr al giorno), in alcuni casi potrebbe essere necessario aumentare il dosaggio del farmaco;
- assumere prodotti a base di soia;
- assumere cibo in corrispondenza dell'assunzione del farmaco;
- assumere terapie a base di ferro per la correzione ad. es. delle anemie;
- assumere cavoli, broccoli, noci in maniera troppo frequente.

p.s. Anche l'assunzione della pillola anticoncenzionale potrebbe influenzare l'attività del farmaco.

martedì 6 marzo 2012

Focus on "Problema Intolleranza"

Molto più comuni delle allergie, le intolleranze occupano una grossa fetta di quella che è la grande torta delle reazioni agli alimenti.
I sintomi più comuni interessano più che altro l'intestino con gonfiore, crampi addominali, diarrea, vomito.
A parte l'intolleranza più comune ossia quella al Lattosio e quella al Glutine (Celiachia), abbiamo tante altre sostanze che possono causare un'intolleranza:

alcuni coloranti, l'istamina e la Tiramina (Vino rosso, Formaggi tipo Camembert o Cheddar, estratto di lievito di birra, salse di soia, aringhe marinate...), alcuni dolcificanti artificiali (es. Aspartame, Sorbitolo).

Ma come si fa a capire a cosa si è intolleranti? Il procedimento è questo:

- Escludere la possibilità che possa essere una pseudoallergia, quindi effettuare tutti i test allergici;
- Una volta assicurata l'assenza di allergia, cominciare ad annotare gli alimenti assunti durante la giornata (ora, luogo compagnia) per almeno 4-5 giorni senza dimenticarsi di annotare tutti i sintomi che si dovessero eventualmente presentare (ora,luogo compagnia);
- Fatto questo, se il quadro risulta chiaro (raramente) si procede a tentativi eliminando i cibi più sospetti, altrimenti si procede con il seguire per almeno 2 settimane un'alimentazione priva delle sostanze "a rischio".
- Terminate le 2 settimane si cominciano a reinserire uno alla volta gli alimenti fino alla ricomparsa dei sintomi e all'individuazione della sostanza responsabile.

Consiglio comunque di evitare prodotti troppo industriali con molti coloranti o aromi artificiali, ma su questo tema scriverò presto una guida su come comportarsi tra gli scaffali di un supermarket. Per ora vi lascio a questa piccola guida, se siete alla ricerca della sostanza responsabile della vostra intolleranza o l'avete già trovata scrivete un commento, la condivisione è sempre ben accetta;).

venerdì 2 marzo 2012

Le ricette del mangiare sano "Zuppa fagioli e salmone"


Metabolismo e fabbisogno calorico variano da individuo ad individuo, perché dipendono da:
  • Sesso ed età;
  • Massa magra (direttamente correlata al metabolismo basale);
  • Stile di vita (sport, attività lavorativa, stress)
  • Presenza di situazioni patologiche che aumentano o diminuiscono la richiesta di calorie (malattie endocrine della tiroide, del surrene, ipofisarie, infiammatorie dell’intestino … ecc).
Per questo ogni volta che si prende in considerazione uno schema nutrizionale trovato su riviste oppure online bisogna considerare che le porzioni indicate possono non essere adatte al proprio fabbisogno o al proprio stile di vita.

Le caratteristiche-base dei pasti del “mangiare sano” :
 rispetto calorie, abbinamento fonte glucidica + fonte proteica + fonte lipidica + fibre e micronutrienti.
Assumendo pasti equilibrati in macronutrienti è più semplice condurre uno stile alimentare sano


Ricetta (x2 persone) 
Adatta per fabbisogno giornaliero di 1800 Kcal circa                                        
Zuppa di fagioli e salmone con crostini di pane
300g di fagioli bianchi in scatola, 250g di cavolo cappuccio verde tagliato a striscioline, 100g di salmone, 60g di porri affettati, 4 cucchiaini di olio e.v.o. , 1 cucchiaino di timo, ½ litro di brodo di pesce, 100g pane per crostini.


La preparazione è semplice, con 2 cucchiaini di olio si prepara il soffritto, poi si aggiungono il brodo e il timo e una volta in ebollizione si aggiungono fagioli e cavolo per 15 minuti, poi si passa tutto nel mixer e alla fine si aggiunge il salmone cucendo ancora per 15 minuti, si condisce con i restanti cucchiaini di olio a crudo.
Proprietà: omega-3, fibre solubili, Vit B12, antiossidanti, carboidrati + proteine + lipidi


mercoledì 29 febbraio 2012

Solita dieta a grammi o diario alimentare?

Quale schema nutrizionale è più adatto alla tua personalità?

La scelta del tipo di programma nutrizionale è essenziale nel garantire la perdita di peso, la scelta viene presa considerando la volontà della persona e la sua personalità integrando il tutto con informazioni riferite alle sue esperienze nutrizionali passate.

Provate questo breve test, vi darà un'indicazione preventiva su quale schema sarebbe più adatto alla vostra persona.


martedì 28 febbraio 2012

Il piatto del mangiare sano ti fa dire addio alle calorie!

Mantenere la linea senza ossessionarsi con le calorie? Vi spiego un metodo molto semplice che permette di rendere il vostro pranzo o la vostra cena equilibrati e dal contenuto calorico non esagerato.
L'approccio è molto simile a quello della dieta a Zona, bisogna quindi assumere diverse classi di alimenti durante lo stesso pasto al fine di rispettare una determinata proporzione di nutrienti (proteine, carboidrati, grassi, fibre).

Primo passo (il primo e l'ultimo sulle calorie): sapere qual'è il vostro fabbisogno calorico 1600 Kcal? 1700 Kcal? 2000 Kcal? [il conteggio andrebbe fatto da un esperto, basta chiedere una semplice consulenza gratuita anche via mail, fornendo i dati relativi a peso, altezza, età]


Secondo passo: individuare le vostre porzioni in base al vostro fabbisogno calorico con l'aiuto di queste piccole indicazioni...

1600-1700 Kcal -> 80 gr di pasta/riso; 90-100 gr di pane integrale;
                               120 gr carne/ 130 gr pesce;                                    
                                6 cucchiaini di olio e.v.o. giornalieri;

                                                                             -> frutta-verdura (5 volte al giorno)
                                                                              ogni porzione di frutta non + di 100 gr
                                                                             -> formaggi stagionati 50 gr/   
                                                                                formaggi freschi magri 100 gr/                                          
                                                                              yogurt parz. screm. 1-2 v.al giorno

1800-2000 Kcal -> 100 gr di pasta/riso; 90-100 gr di pane integrale;    
                                140 gr carne/ 160 gr pesce;
                                8 cucchiaini di olio e.v.o. giornalieri.

Terzo passo: costruite il vostro piatto personalizzato senza pensieri come dire...troppo.. "calorici"!        Buon appetito!



domenica 26 febbraio 2012

Cucinare sano: ricetta senza glutine


Il risotto ai carciofi è un piatto nutrizionalmente bilanciato, utile al controllo della glicemia e del colesterolo, indicato per:

- soggetti sani;
- diabetici;
- celiaci;
- ipercolesterolemici;
- stitici.

La ricetta si basa sui seguenti ingredienti:

- riso 80-100 gr (a seconda del fabbisogno calorico, i 100 gr sono indicati a fabbisogni superiori alle 2000 calorie);
- cipolla e aglio, olio e.v.o. (3 cucchiaini), vino bianco (q.b.), parmigiano (1 cucchiaio), pepe, sale.
- carciofi (quantità libera dai 200 gr in su)

I carciofi contengono flavonoidi antioassidanti per la lotta allo stress ossidativo, apportano 5 mg (ogni 100 gr) di vitamina C, un altra molecola alleata contro l'invecchiamento cellulare; in più un buon apporto di fibre solubili/insolubili e steroli assicura il controllo di glicemia e colesterolo. 

L'aglio tritato svolge una potente attività antitumorale.

Il rispetto delle porzioni di olio e.v.o. e parmigiano consentono di trarre i benefici di questi due alimenti senza esagerare con le calorie (Vit.E e flavonoidi antiossidanti dell'olio e il calcio, proteine e Vit B6 del parmigiano).
Buon appetito e mi raccomando mangiate sano! :)

giovedì 23 febbraio 2012

Cornetto Wellness

Cos'è?
E' l'ultima invenzione gastronomica che nasce dalla collaborazione tra scienziati e chef.
Il cornetto wellness è stato ideato dallo chef Luca Montersino in collaborazione con il gruppo scientifico di "Cucina Wellness" e non è un prodotto "light" come molti potrebbero pensare, bensì un'ottima alternativa che allieta il palato e che ci mantiene in salute.
Le caratteristiche del cornetto wellness:

- apporta pochissimi zuccheri semplici (meno di uno spicchio di mela);
- contiene il 10% del fabbisogno giornaliero di Vit. E, uno dei più importanti antiossidanti;
- ci permette di assumere con un semplice cornetto il 50% del fabbisogno giornaliero di Omega 3.

Alcune mense aziendali l'hanno già adottato, e i bar? quale sarà il futuro di questa piccola grande invenzione della scienza del benessere?

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=zUG5kZjYUEQ

lunedì 19 dicembre 2011

L'INFORMAZIONE CORRETTA E' SCIENTIFICA


Sul tema "nutrizione e salute" si aggirano troppo spesso i fantasmi della disinformazione e delle false credenze, proprio la grande sete di conoscenza della popolazione generale, e il conseguente interesse economico intorno al tema, portano allo sfruttamento spasmodico dell'argomento sulle riviste dedicate alle donne, nel commercio di integratori alimentari e coktails dimagranti, su libri scritti da pseudo-professionisti e la scienza???
Il gigantesco problema è la minimizzazione dei potenziali danni alla salute che possono derivare dalla messa in atto di diete sbilanciate proprio perchè la "Nutrizione" viene violentemente sradicata dalle sue radici che affondano nella Madre Scienza, a chi dare la colpa? a chi puntare il dito? 
Principalmente punterei il dito contro le riviste che si occupano di tutto tranne che di scienza ma che nonostante questo piazzano articoli di nutrizione sulle prime pagine, magari riportando affermazioni di un vero articolo scientifico; il problema nasce dal fatto che la maggior parte dei lettori di quelle riviste non hanno la capacità scientifica di analizzare e discernere tra il "probabilmente vero" e il "probabilmente falso" (perchè sappiate che nel campo scientifico ci sono e ci saranno sempre molti più "probabilmente si/no" che certezze) pochi di questi lettori infatti sanno che i risultati di un solo lavoro scientifico non rappresentano la verità assoluta,  per farvi un esempio, potrebbe accadere che alcuni scienziati, con un loro lavoro ufficialmente pubblicato da rivista scientifica, dimostrino che "il digiuno aumenti la fertilità", le domande che dovreste porvi sarebbero:
1. lo studio è stato eseguito sull'uomo ? (potrebbe accadere che sia eseguito ad es. su topi e quindi i risultati non sarebbero validi anche per la specie umana)
2. lo studio è stato eseguito sull'uomo, ma quanti soggetti sono stati analizzati? (per essere valido scientificamente l'articolo deve riguardare un numero sostanzioso di soggetti-100 o più- )
3. la selezione dei soggetti è avvenuta senza bias (errori)? (la selezione dei soggetti, l'analisi dei dati e tanti altri aspetti dello studio non devono presentare errori invalidanti)
4. ci sono altri studi che confermano i risultati? (se lo studio è unico del suo genere diventa spazzatura)
Ecco una volta letto questo articolo comprenderete benissimo come la scienza sia dotata di una qualità che tutti dovremmo avere mentre ci accingiamo alla lettura di un informazione scientifica, la PRUDENZA.
Morale: le informazioni scientifiche su riviste NON scientifiche vanno prese con le pinze o al massimo con il bisturi; fidatevi sempre e solo di VERI esperti di nutrizione e dietetica (piccolo indizio per iniziare a riconoscerli: al 100%, se siete sani e senza patologie particolari ma avete solo bisogno di tornare al vostro peso forma, vi assicuro che  i VERI esperti non vi daranno mai diete da 1000-1200 Kcal o meno).
Infine un ARTICOLO SCIENTIFICAMENTE VALIDO sulle uova

PERDERE PESO

Può accadere che, durante l'arco della giornata, il fabbisogno calorico giornaliero non venga superato, nel senso che tutti gli alimenti assunti durante la giornata sono serviti a soddisfare le tue richieste energetiche, ma pur continuando nei giorni seguenti e anche per lunghi periodi a non superarlo, tu non riesca a dimagrire.
Purtroppo questa difficoltà è spesso dovuta  all'abbassamento del tuo metabolismo basale (calorie che gli organi e gli apparati bruciano giornalmente per provvedere alle funzioni vitali) spesso risulta dovuto al fatto di aver seguito per molto tempo o per più volte di seguito delle diete eccessivamente ipocaloriche:

 < ad es. per una donna 56 anni alta 1.56 m peso 59 Kg corporatura normale la minima quantità di calorie da assumere in una giornata è 1300 Kcal -> se questa donna dovesse seguire una dieta da 1000 Kcal metterebbe l'organismo in condizione di RIDURRE il metabolismo basale, questa donna perderà inizialmente qualche chilo per poi fermarsi senza perdere più nemmeno mezzo grammo >

METABOLISMO BASALE NORMALE O ELEVATO           METABOLISMO BASALE RIDOTTO

                perdita di peso più semplice                                                     perdita di peso difficoltosa

Quindi il giusto apporto calorico per una donna di tale età, statura, peso considerando che faccia una vita sedentaria, dovrebbe essere minimo 1500 Kcal, una prescrizione dietetica che vada al di sotto delle 1300 Kcal causerebbe la riduzione del metabolismo basale e quindi una futura perdita di peso molto difficoltosa.

Ma come fai a sapere se il tuo metabolismo è basso? 
  • Sicuramente se hai seguito delle diete "da fame", una o più volte, e non riesci a perdere peso come invece facevi prima allora quasi sicuramente il problema è da imputare al danno che le diete che hai seguito hanno provocato al tuo metabolismo (ovviamente escludendo tutte le patologie o condizioni cliniche che potrebbero influenzare il metabolismo basale).

  • L'esame impedenziometrico può fotografare nel presente la condizione del tuo metabolismo (se hai già eseguito l'esame in precedenza allora il professionista può confrontare i dati vecchi con i nuovi per accertare la riduzione/aumento del tuo metabolismo) e in base ai dati che ne derivano il professionista potrà consegnarti una dieta su misura per le tue spese energetiche.

  • Il metabolismo basale può anche essere calcolato attraverso semplici formule matematiche che possono essere utilizzate come riferimento anche se hanno un accuratezza minore rispetto all'impedenziometria.

[ATTENZIONE a tutti quei "professionisti si fa per dire" che vi sottopongono all' impedenziometria facendovi salire su una bilancia o posizionandovi su un lettino da dentista (a qualcuno è capitato) perchè 
L'ESAME IMPEDENZIOMETRICO SI ESEGUE PONENDO IL SOGGETTO COMPLETAMENTE SDRAIATO SU UN LETTINO - 
motivazione: per essere analizzati, i fluidi corporei devono distribuirsi in ugual maniera su tutto il corpo e stando in piedi o seduti tutto ciò non è possibile]

Nel caso il tuo metabolismo basale fosse rallentato cosa potresti fare per innalzarlo??

1. Seguire un percorso nutrizionale che soddisfi nella maniera corretta il tuo fabbisogno calorico giornaliero;
2. Non digiunare e non saltare i pasti;
3. Fai sempre una ricca colazione (più mangi meglio è);
4. Fai lo spuntino di metà mattina;
5. Metti massa muscolare facendo palestra o attività fisica.

Se avete domande l' indirizzo mail della Dietista -> sara_008@libero.it